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La Fondazione Italia USA ha seguito tutta la campagna elettorale americana per le elezioni presidenziali del 2020 con i commenti esclusivi di Mauro della Porta Raffo, saggista e giornalista, presidente onorario della Fondazione Italia USA, uno dei più qualificati esperti a livello internazionale di storia politica degli Stati Uniti e elezioni presidenziali americane. Tra i suoi numerosi libri, “Obiettivo Casa Bianca. Come si elegge un presidente” (2002), “I signori della Casa Bianca” (2005), “Americana” (2011), “USA 1776/2016 – Dalla Dichiarazione di Indipendenza alla campagna elettorale del 2016” (2015), “Le Cinquantuno Americhe” (2019), “USA 2020, tracce storiche, politiche, istituzionali” (2020).

Hanno già deciso per chi votare

Ottobre 9, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Dalle analisi fatte in questi giorni, risulta che ben l’83 per cento degli iscritti alle liste elettorali avrebbero già deciso per chi votare.
L’11 sarebbe determinato ma non in modo assoluto.
Il 5 non avrebbe preso decisioni in merito.
Il 48 per cento poi sarebbe particolarmente motivato.
Il 24 abbastanza.
Il 20 voterebbe perché lo ritiene un dovere ma senza specifica partecipazione emotiva.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-10-09 16:19:242020-10-09 16:19:24Hanno già deciso per chi votare

Trump riprende la campagna elettorale

Ottobre 9, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Il Presidente Trump, costretto al ricovero e alle cure dal Covid e quindi ad interrompere dal 2 ottobre scorso la campagna elettorale, ha intenzione di riprenderla a partire da una pubblica manifestazione in programma il 10 in Florida.
Il giorno dopo, toccherà alla Pennsylvania.
Sono i due citati di specifico interesse per il tycoon.
Perderli entrambi lo avvierebbe alla sconfitta.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-10-09 12:47:322020-10-09 12:47:32Trump riprende la campagna elettorale

Ipotesi di ‘destituzione’ del Presidente?

Ottobre 9, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Una proposta di legge di particolare significato e peso nella circostanza quella avanzata dalla Speaker della Camera Nancy Pelosi e dal Rappresentante democratico Jamie Raskin.
Intendono i due introdurre una Commissione congressuale che possa indagare sulle capacità del Presidente in relazione all’esercizio dei poteri e dei doveri di sua competenza.
Il riferimento è al disposto del 25° Emendamento datato 1967 nella parte che prevede la sostituzione temporanea o definitiva dell’inquilino di White House in caso di inabilità.
Non v’è chi non percepisca nell’iniziativa – assolutamente legittima, per carità – al di là della ‘maschera’ (la indicata necessità di completare il disposto in merito), l’intento di minare ulteriormente a meno di un mese dal 3 novembre l’autorevolezza di Donald Trump che viene in questo modo identificato con il ‘giusto’ (a parte tutto, è stato ed è contagiato dal Covid) destituibile soggetto.
Fantasia e intelligenza certamente alla base di questa al momento opportuno sbandierata intenzione, ovviamente combattuta dai repubblicani.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-10-09 11:44:092020-10-09 11:44:09Ipotesi di ‘destituzione’ del Presidente?

Trump rifiuta un ‘dibattito virtuale’

Ottobre 8, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

La recente malattia e la conseguente convalescenza nonché l’andamento turbolento del primo confronto hanno convinto la Commissione addetta a proporre che il prossimo dibattito trai due candidati sia ‘virtuale’, tramite collegamento ‘da remoto’, da due luoghi diversi.
La decisione – presa senza consultarlo, sostiene – ha fatto infuriare Trump che ha detto che a queste condizioni non intende partecipare “perché sarebbe una perdita di tempo” e che l’intento dei commissari è evidentemente quello di ‘proteggere’ Biden.
“L’ho battuto facilmente”, ha dichiarato, “e lo avrei fatto ancora”.
Vedremo in quale modo effettivamente la vicenda evolverà.
Storicamente, in un’altra epoca tecnologica visto che si era nel 1960, in dibattito ‘a distanza’ c’è già stato.
Il terzo fra Kennedy e Nixon vide uno dei due a New York e l’altro a Los Angeles anche se televisivamente non appariva.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-10-08 18:06:142020-10-08 18:06:14Trump rifiuta un ‘dibattito virtuale’

‘Mansplainer’ Mike Pence a Salt Lake City?

Ottobre 8, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Neologismo di particolare interesse e significanza ‘mansplainer’.
Indica quel comportamento condiscendente usato da uomini che abbiano a che fare con donne che, spesso senza e al di là di ogni intenzione, considerino in qualche modo poco capaci ed esperte, alle quali conseguentemente ritengano necessario dare, con gentilezza e non gradita sufficienza, spiegazioni.
Donne che, ovviamente e per cominciare, quasi sempre non hanno in verità affatto bisogno di ‘lezioncine’ e che per questo si inalberano.
Ecco, qualche osservatore, certamente poco benevolo nei riguardi di Mike Pence, è ricorrendo a questa definizione che lo ha descritto in azione ‘contro’ una agguerrita Kamala Harris nel dibattito tra candidati alla Vice Presidenza svoltosi a Salt Lake City.
Ciò detto, scontati gli ovvi complimenti all’uno (da parte di Trump) e all’altra (ad opera di Biden), i commenti preconfezionati dei sostenitori d’ufficio e i risultati di sondaggi che, a seconda dei committenti, direbbero quale sia stato il più efficace e gradito, i due contendenti si sono affrontati, come prevedibile, in particolare sul tema della epidemia in corso.
Il primo difendendo l’operato “capace ed efficace” dell’amministrazione e la seconda accusando il Governo e Trump in specie di superficialità e inadeguatezza.
Tutto invero anche troppo secondo copione altresì a proposito degli altri temi sul tappeto.
Va segnalata la sostanziale compostezza dei due.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-10-08 12:29:302020-10-08 12:29:30‘Mansplainer’ Mike Pence a Salt Lake City?

A proposito del dibattito tra candidati alla Vice Presidenza

Ottobre 7, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Quello in programma il 7 ottobre a Salt Lake City, Utah, è probabilmente da considerare il più importante tra i confronti che dal 1976 (Walter Mondale affrontava Bob Dole), con l’eccezione del successivo 1980, hanno avuto luogo tra i candidati alla Vice Presidenza USA.
Questo in ragione del fatto che Mike Pence e Kamala Harris affiancano nella campagna elettorale due contendenti per White House particolarmente avanti con gli anni, la qual cosa può far pensare possibile, da parte dell’uno o dell’altro, una successione.
È questa l’undicesima volta che il dibattito in questione ha svolgimento.
Sei i Vice in carica e in cerca di conferma:
George Herbert Bush nel 1984
Dan Quayle nel 1992
Al Gore nel 1996
Dick Cheney nel 2004
Joe Biden nel 2012 e
Mike Pence in questo 2020.
Come si vede, tre di questi hanno in seguito corso personalmente per la Presidenza, uno soltanto (il primo Bush) vincendo.
Vedremo se Biden sarà capace di imitarlo.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-10-07 15:03:142020-10-07 15:03:14A proposito del dibattito tra candidati alla Vice Presidenza

Salt Lake City: dibattito fra i Vice

Ottobre 7, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Notevole – benché normalmente non sposti se non di poco gli atteggiamenti degli elettori – l’attesa nei confronti del dibattito ‘tra Vice’ in programma oggi a Salt Lake City.
Due le principali ragioni.
Occorre verificare alla luce di una vera contrapposizione la ‘presenza’ di Kamala Harris che è finora restata – anche perché i media la seguono relativamente – alquanto in disparte.
Necessita vedere quale sia l’effettivo impatto che Mike Pence è in grado di produrre nei confronti di due categorie di aventi diritto al voto che i sondaggi dicono lo apprezzino particolarmente: le donne bianche dei sobborghi e i bianchi anziani.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-10-07 11:50:482020-10-07 11:50:48Salt Lake City: dibattito fra i Vice

‘Trifecta’ democratica il 3 novembre? Quali le possibili conseguenze

Ottobre 7, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Le votazioni in programma negli Stati Uniti il 3 novembre sono assolutamente le più importanti da molti decenni in qua.
Non perché possono segnare la defenestrazione di Donald Trump e l’avvento di Joe Biden, accadimento in fondo di quasi normale routine (gli Asinelli sono arrivati più volte a far sloggiare gli Elefantini dalla Executive Mansion, cosa riuscita invece rarissimamente ai rivali).
Possono essere le più decisive quanto al futuro del Paese a stelle e strisce se davvero, come i sondaggi fanno pensare, i democratici conquistassero anche la maggioranza nei due rami del Congresso (è denominata gergalmente ‘trifecta’ proprio la particolare e non tanto frequente prevalenza sia nell’esecutivo che nel legislativo dello stesso partito) per le rivoluzionarie e per lungo tempo influenti determinazioni che gli stessi potrebbero assumere.
La prima – se ne sta parlando da giorni in conseguenza della nomina di Amy Coney Barrett alla Corte Suprema e del futuro incombente dibattito per la ratifica – sarebbe di legiferare al fine di aumentare il numero dei Giudici di quel consesso per successivamente coprire i posti disponibili con uomini ‘fidati’ e ribaltare in senso liberal la maggioranza oggi conservatrice.
La seconda – molto più significante perché definitiva (la legge della quale abbiamo precedentemente detto, come ogni legge, può essere modificata o abrogata) – riguarda la dichiarata disponibilità ad accettare l’ingresso nell’Unione quale 51° Stato di Portorico (se il 3 novembre stesso gli elettori dell’isola, votando in merito favorevolmente – l’argomento è colà all’ordine del giorno – dessero il via alla procedura) e di concedere al District of Columbia di eleggere i propri Senatori.
Ciò comporterebbe per ovvia conseguenza l’incremento del numero dei membri della Camera Alta (che diventerebbero 104) ma soprattutto l’aumento certo dei Senatori democratici visto che i votanti del predetto District dal primo momento (dal 1964), esprimendosi nell’urna per la scelta dei Grandi Elettori, hanno a larghissima maggioranza optato per gli Asini e considerato che i sondaggi assicurano sempre ai dem l’esito di un eventuale simile voto in Portorico.
4 Senatori in più in cotal modo partiticamente collocati promettono ai dem facili future e durature maggioranze nel ramo più importante (per via della competente ratifica quanto a numerosissime nomine presidenziali) del Congresso.
Naturale che ben sapendo a cosa possono andare incontro perdendo, e non solo per poco tempo, il controllo del Senato, i repubblicani siano in questo specifico campo estremamente impegnati anche perché con Biden in sella, essendo il Vice Presidente per Costituzione il ‘Chief’ di quella assemblea e potendo votare in caso di parità, per ‘salvarsi’ devono essere almeno 51.
Tutto quanto ora detto e scritto considerato, pare incredibile che gli osservatori e i media ignorino quasi del tutto le durissime battaglie che per i trentacinque scranni in gioco si stanno in tutto o quasi il Paese combattendo.

Post scriptum
Nei decenni post Guerra di Secessione, gli allora dominanti GOP furono accusati di approfittare della lunga prevalenza in atto proprio creando e facendo entrare nell’Unione Stati costituiti al fine di aumentare e rendere duratura la propria maggioranza senatoriale.
Cosa che si appresterebbero, come sopra narrato, a fare domani i democratici rendendo pan per focaccia un secolo molto molto abbondante dopo.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-10-07 11:48:012020-10-07 11:48:01‘Trifecta’ democratica il 3 novembre? Quali le possibili conseguenze

4 Senatori in più?

Ottobre 6, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Due per ogni Stato i Senatori, per dettato costituzionale.
Pertanto, oggi, 50 essendo gli Stati, 100.
Ma la situazione può già cambiare il prossimo anno.
I democratici si sono difatti dichiarati disponibili a concedere una rappresentanza alla Camera Alta anche al District of Columbia (che non è uno Stato) e, nel caso i Portoricani votassero a novembre per entrare nell’Unione, ad accettarne la richiesta con le conseguenze (al Senato) del caso.
Due Senatori del Distretto e due di Portorico porterebbero a 104 il totale dei predetti.
Assolutamente contrari i repubblicani ed è facile capire le due diverse intenzioni.
I 4 sarebbero sempre dell’Asinello, come dimostrano i risultati elettorali a Washington DC quando si votano i Grandi Elettori e i sondaggi nell’isola.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-10-06 16:23:362020-10-06 16:23:364 Senatori in più?

La ratifica senatoriale della nomina di Amy Coney Barrett

Ottobre 6, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

I Congressisti, Rappresentanti o Senatori che siano, entrano in carica il 3 gennaio dell’anno successivo alla elezione.
Il loro mandato si conclude il 3 gennaio di due anni dopo se Rappresentanti e il 3 gennaio di un seiennio dopo se Senatori.
Pertanto, nel periodo che passa dal momento delle votazioni (“il primo martedì dopo il primo lunedì del mese di novembre dell’anno bisestile”, se coincidente con le Presidenziali, o dell’anno di Mid Term) al citato ultimo giorno – periodo che viene gergalmente ma non correttamente chiamato ‘Lame-duck Session’, laddove ‘Lame-duck’ è la famigerata ‘anatra zoppa’ pressoché impossibilitata per questo a volare – sono nel pieno esercizio dei loro poteri.
Questo se per scelta o per avere perso le Primarie non ricandidati e perfino, ovviamente, se sconfitti nel tentativo di rinnovo del mandato.
Quindi e pertanto, venendo all’oggi e alla questione riguardante la ratifica da parte senatoriale della nomina da parte del Presidente a Giudice della Corte Suprema di Amy Coney Barrett, nessuno può impedire ai componenti la Camera Alta di procedere alla bisogna anche dopo il 3 novembre e comunque entro la fine del loro incarico.
Tutto ciò detto e ribadito, nella circostanza – il Covid ha già colpito due componenti la Commissione che, per così dire, deve istruire la pratica per poi passarla all’Assemblea – può essere che effettivamente la maggioranza repubblicana non riesca a portare a compimento l’intera operazione prima dell’apertura delle urne e che lo faccia nel periodo seguente la predetta ‘Lame-duck Session’.
Quali le conseguenze?
Giuridicamente, nessun’altra che il compimento della vicenda, come sopra spiegato.
Un vero bailamme ove di contro si guardi alla opportunità.
Protesterebbero e drammatizzerebbero i fatti senza dubbio alcuno i democratici (e i media).
Con minore intensità se comunque la maggioranza post elettorale al Senato restasse al Grand Old Party.
Con indicibile (!) sdegno ove passasse a loro.
È questo 2020 (anche, con tutto quel che succede nel mondo…) dal punto di vista delle elezioni americane effettivamente straordinario.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-10-06 16:20:372020-10-06 16:20:37La ratifica senatoriale della nomina di Amy Coney Barrett
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