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La Fondazione Italia USA ha seguito tutta la campagna elettorale americana per le elezioni presidenziali del 2020 con i commenti esclusivi di Mauro della Porta Raffo, saggista e giornalista, presidente onorario della Fondazione Italia USA, uno dei più qualificati esperti a livello internazionale di storia politica degli Stati Uniti e elezioni presidenziali americane. Tra i suoi numerosi libri, “Obiettivo Casa Bianca. Come si elegge un presidente” (2002), “I signori della Casa Bianca” (2005), “Americana” (2011), “USA 1776/2016 – Dalla Dichiarazione di Indipendenza alla campagna elettorale del 2016” (2015), “Le Cinquantuno Americhe” (2019), “USA 2020, tracce storiche, politiche, istituzionali” (2020).

Gli anni Trenta di Roosevelt e le discriminazioni razziali

Settembre 26, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Accusato da un alto esponente della National Association for the Advancement of Colored People di non avere usato la propria influenza per spezzare l’ostruzionismo in Senato contro l’adozione di nuove leggi antilinciaggio, Franklin Delano Roosevelt, riferendosi al fatto che in quel consesso i democratici del Sud, guidati da segregazionisti come Pat Harrison e Joe Robinson, se da lui contrastati, non gli avrebbero consentito di portare a compimento provvedimenti che riteneva fondamentali nell’ambito del New Deal, rispose: “Non ho scelto io gli strumenti coi quali devo lavorare”.
Come afferma autorevolmente Michael Parrish nel suo imperdibile ‘L’età dell’ansia’, “…i diritti civili e la giustizia in campo razziale non furono mai in cima alla lista delle priorità del New Deal…”
A ben guardare, in un mondo – quello dei Trenta USA – nel quale i neri venivano ancora esclusi dalle squadre di pallacanestro “per evitare qualsiasi contatto tra corpi seminudi e sudati sul pavimento di una palestra”…
nel quale due Grandi atleti di colore quali Joe Louis (mettendo ko nell’incontro di rivincita Max Schmeling) e Jesse Owens alle Olimpiadi di Berlino – come verrà detto a posteriori – “infliggevano le prime sconfitte ai nazisti ad opera di Americani”…
la più importante riforma, significativa e portatrice di effettivi vantaggi, fu quella che portò finalmente il partito democratico alla abolizione della regola dei due terzi per la designazione del candidato alla Presidenza.
Regola che aveva dato modo ai delegati degli Stati del Sud segregazionisti, indispensabili nelle precedenti circostanze per la nomination, di porre il veto su ogni politico a loro non gradito e di impedire l’inclusione nel programma del partito di reali progetti di non formale apertura.
Accadde questo verso la fine di giugno del 1936, a Philadelphia, Pennsylvania.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-09-26 17:02:042020-09-26 17:02:04Gli anni Trenta di Roosevelt e le discriminazioni razziali

Di destra? Si vedrà dal comportamento e dalle sentenze

Settembre 26, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Difficile prevedere con certezza se nell’esercizio del loro successivo mandato i Giudici della Corte Suprema eletti e confermati si manifesteranno effettivamente ‘di destra’ come alla loro nomina – a seconda della collocazione politica e ideologica di chi giudica – si spera o si teme.
Guardando ad un passato relativamente recente (e non dimenticando il fatto che in alcune circostanze l’attuale Presidente John Roberts, designato da George Walker Bush e ritenuto un conservatore, si è invece schierato con l’ala riformista del consesso), certamente sia David Souter (scelto da George Herbert Bush) che John Paul Stevens (da Gerald Ford) al momento del ritiro sono stati considerati assolutamente ‘ancorati’ alla ‘left wing of the Court’.
Non va mai dimenticato il fatto che i Giudici in questione sono persone comunque di alto profilo e preparazione e non necessariamente – anzi – legati e obbligati nell’operare.
Tutto questo nel mentre si discute ancora prima della indicazione trumpiana sul successore di Ruth Bader Ginsburg.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-09-26 17:00:052020-09-26 17:00:05Di destra? Si vedrà dal comportamento e dalle sentenze

Orval Faubus, l’ultimo Secessionista

Settembre 25, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Nato in un villaggio degli Ozarks “così povero, così fuori mano che nessuna strada carrozzabile lo collegava col mondo, indigente fra gli indigenti, raggiunse la California viaggiando sul respingente di un vagone.
Fatto qualche dollaro, tornò nell’Arkansas e si iscrisse a una scuola sospettata di dare un insegnamento marxista, ciò che gli valse la reputazione di ‘rosso’ che non aveva perduto al momento della sua prima elezione come Governatore democratico del suo Stato.
Fece ciò che nessuno aveva più fatto dopo la Secessione del South Carolina del 1860: mobilitò la Guardia Nazionale del suo Stato contro una decisione degli Stati Uniti.
Fece proibire dalle sue baionette l’ingresso della High School agli alunni di colore di cui un Giudice Federale aveva ordinato l’ammissione…”
Queste le parole che Raymond Cartier in ‘Le 50 Americhe’ dedica a Orval Faibus, l’ultimo Secessionista.
Correva il 1957 e quella che è passata alla storia come la ‘Little Rock Crisis’ si risolse solo quando il Presidente Eisenhower spedì in Arkansas elementi della 101st Airborne Division nel contempo ‘federalizzando’ la locale citata Guardia Nazionale a quel punto sottratta al comando di Faubus.
Sconfitto ma non sono, restò in carica per altri dieci anni.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-09-25 16:38:352020-09-25 16:38:35Orval Faubus, l’ultimo Secessionista

Due fratelli votati nella stessa Convention

Settembre 25, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Fra i mille particolari primati della politica americana, uno che riguarda i Rockefeller.
Nel 1968, alla Convention repubblicana, Nelson ottenne 277 voti dai delegati e suo fratello Winthrop 18.
Invero, Nelson correva effettivamente per la nomination (poi andata a Richard Nixon), mentre Winthrop fu votato come ‘favorite son’ dai suoi dell’Arkansas, Stato del quale era Governatore.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-09-25 16:36:452020-09-25 16:36:45Due fratelli votati nella stessa Convention

La 15ª volta (dando altri numeri in nota)

Settembre 25, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Il 3 novembre (1) saranno votati i 538 Grandi Elettori che il successivo 14 dicembre (2) eleggeranno il Presidente.
538 per la 15ª volta, la prima nel 1964 (3).
E per la 15ª volta la maggioranza assoluta richiesta nel Collegio dei predetti Delegati sarà fissata a 270.
Dal 1912 al 1956, essendo 48 gli Stati, i Grandi Elettori erano 531 e il conseguente quorum 266.
Nel 1960, entrati a far parte dell’Unione Alaska ed Hawaii, 537 i predetti e 269 la maggioranza.
Dal citato 1964, ammesso al voto il District of Columbia, come detto, rispettivamente 538 e 270.

(1) Si vota ‘il primo martedì dopo il primo lunedì del mese di novembre dell’anno bisestile’, questo a partire dalle elezioni del 1848 e pertanto per la 44ª volta.

(2) Il Collegio che riunisce i Grandi Elettori è convocato per legge ‘il primo lunedì dopo il secondo mercoledì del mese di dicembre successivo alle votazioni’, nel caso appunto il 14.

(3) È il record assoluto (56 anni), il precedente essendo di 44, dal 1912 al 1956, allorquando gli Stati erano 48.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-09-25 12:26:532020-09-25 12:26:53La 15ª volta (dando altri numeri in nota)

Il Texas dei vecchi tempi è oggi al dunque

Settembre 25, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Avete in mente l’incredibile inizio di ‘Sentieri selvaggi’?
Appare la scritta ‘Texas 1868’ e un cavaliere si avvicina alla fattoria degli Edwards.
E’ Ethan e torna da chissà dove.
Difficile se non impossibile rappresentare ‘The Giant’ e i suoi abitanti meglio di così.
Di come Ethan si rappresenta.
Scolpito nel marmo, duro quindi, razzista e alla fine, con quel prendere in braccio Debbie, capace di rubarti il cuore, indelebile.
È dal 1980, dal primo Reagan, che ‘the Lone Star State’ vota invariabilmente repubblicano alle Presidenziali.
Lo vediamo schierato e si fa fatica a ricordare i vecchi tempi, quelli nei quali era impossibile anche solo pensare che non si colorasse del blu democratico.
Stato schiavista e poi segregazionista, in quanto tale necessariamente dem quello con capitale Austin.
Stato nel quale – con l’eccezione del 1928 allorquando gli Asinelli avevano candidato il cattolico (orrore!) Alfred Smith regalandolo ai rivali che nulla in effetti operarono per raccattarlo – fino ad Eisenhower, il designato rep neppure faceva campagna, dandolo perso.
Stato nel quale allora, un classico cow-boy, interrogato, alla richiesta sul perché avesse dirazzato optando per il Generale, tenne a precisare che quanto alle cariche statali e locali mai avrebbe potuto fare altrettanto:
“So che i miei vecchi si sono girati nella tomba quando ho votato Ike.
Ne uscirebbero se facessi la stessa cosa per il Governatore o lo Sceriffo”.
Stato che oggi, assai meno folkloristico e infinitamente più tecnologico, moderno (che brutta parola!), ‘pesa’ la bellezza di 38 decisivi scranni al Collegio Elettorale.
Li darà ancora al Grand Old Party?

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-09-25 12:21:582020-09-25 12:21:58Il Texas dei vecchi tempi è oggi al dunque

Una transizione dei poteri pacifica?

Settembre 24, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Interrogato al riguardo, Donald Trump ha dichiarato che potrebbe anche non esserci tra lui e l’eventuale successore una transizione pacifica specie se la vittoria del rivale fosse dovuta al voto postale che ritiene truffaldino.
Apriti cielo.
E si è attivati al punto di affermare che qualcosa del genere non si sia mai vista in tutta la storia americana.
Cosa assolutamente non vera.
John Adams non partecipò alla cerimonia che incoronava Thomas Jefferson.
Suo figlio John Quincy Adams si rifiutò praticamente di avere ogni possibile contatto con Andrew Jackson che quattro anni prima aveva duramente contestato la sua nomina.
Anche Andrew Johnson non volle avere rapporti con Ulysses Grant.
E se qualcuno avesse memoria storica?

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-09-24 18:24:402020-09-24 18:24:40Una transizione dei poteri pacifica?

‘Average polling error’

Settembre 24, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

È dal 1968 che in occasione delle Presidenziali, a risultati finali nazionali stabilizzati, al fine di valutare il lavoro fatto dagli istituti addetti e di correggerne le procedure se necessario, si confrontano i dati effettivi con quelli relativi alla media dei sondaggi elettorali precedenti il voto.
Ebbene, considerando che in ogni rilevazione di tale fatta è previsto un margine d’errore all’incirca quantificabile nel 2,5 per cento in più o in meno, solo in un caso le previsioni furono assolutamente errate.
Era il 1980 e il partito democratico veniva dato battuto per 2 punti e mezzo.
Perse per il 9,7.
Una difformità statisticamente enorme: del 7,2.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-09-24 13:42:222020-09-24 13:42:22‘Average polling error’

Considerazioni a proposito della Baia dei Porci

Settembre 24, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Ha il Presidente Trump in questi giorni celebrato i ‘reduci della Baia dei Porci’.
Motivi anche elettorali (gli esuli cubani sono numerosi, all’incirca il 20 per cento, in Florida e il Sunshine State è determinante ai fini di una sua riconferma) lo hanno spinto in questa direzione.
Ora, storicamente, la spedizione che ricordiamo con questo nome segna uno dei più gravi insuccessi americani.
L’intera operazione anti castrista era stata ideata e preparata dalla Amministrazione Eisenhower ma fu autorizzata e messa in atto da John Kennedy.
Quel 17 aprile del 1961 tutto andò assolutamente storto e la sconfitta, oltre che militare, fu diplomatica.
L’idea di una invasione ad opera di fuoriusciti veniva invero dal vicino 1954.
In quell’anno – sempre Eisenhower a White House – la CIA aveva organizzato una antesignana operazione del genere in Guatemala.
Il Presidente democraticamente eletto di quel Paese, Jacobo Arbenz Guzman – considerato un pericoloso rivoluzionario – fu disarcionato proprio facendo invadere il suo Paese da guatemaltechi legati a precedenti regimi ed esiliati.
Il successo (momentaneo, perché, in conseguenza, Che Guevara, colà partecipe degli eventi, decise di passare alla clandestinità e alla guerriglia con gli esiti che sappiamo) raggiunto fu d’ispirazione per lo sfortunatissimo tentativo sopra ricordato e da Trump commemorato.
Ne bis in idem, in qualche modo.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-09-24 12:39:082020-09-24 12:39:08Considerazioni a proposito della Baia dei Porci

Florida: Trump a più 4 (?!)

Settembre 24, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Improvviso e radicale cambiamento in Florida, Stato nel quale Donald Trump si gioca gran parte delle sue possibilità di rielezione.
Un sondaggio datato 15/20 settembre e firmato non certamente da ‘amici’ visto che è opera di ABC News/Washington Post colloca il tycoon abbastanza nettamente in testa (51 a 47 per cento).
Si pensi che solo pochi giorni prima Joe Biden era dato in vantaggio di 6/8 punti.
Dato che nel frattempo altre rilevazioni dicono che stia prendendo il sopravvento anche in Arizona…

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-09-24 12:35:232020-09-24 12:35:23Florida: Trump a più 4 (?!)
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