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La Fondazione Italia USA ha seguito tutta la campagna elettorale americana per le elezioni presidenziali del 2020 con i commenti esclusivi di Mauro della Porta Raffo, saggista e giornalista, presidente onorario della Fondazione Italia USA, uno dei più qualificati esperti a livello internazionale di storia politica degli Stati Uniti e elezioni presidenziali americane. Tra i suoi numerosi libri, “Obiettivo Casa Bianca. Come si elegge un presidente” (2002), “I signori della Casa Bianca” (2005), “Americana” (2011), “USA 1776/2016 – Dalla Dichiarazione di Indipendenza alla campagna elettorale del 2016” (2015), “Le Cinquantuno Americhe” (2019), “USA 2020, tracce storiche, politiche, istituzionali” (2020).

La National Rifle Association è con Donald Trump

Luglio 18, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Come nel 2016, la cosiddetta ‘lobby delle armi’, la National Rifle Association, ha dichiarato il proprio appoggio a Donald Trump.
In una lettera nella quale si parla del tycoon come del Presidente “che più ha fatto per proteggere il diritto a possedere e portare armi sancito dal Secondo Emendamento della Costituzione”.
Trump ha ringraziato per l’importante endorsement assicurando che continuerà in merito a comportarsi come ha sempre fatto.
Non si tratta di un appoggio – del resto, atteso – senza conseguenze.
Positive per l’incumbent essendo davvero numerosi gli associati alla NRA.
Negative peraltro per lui perché dà fiato alle ricorrenti accuse della sinistra radicale battagliera e assolutamente critica in proposito.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-07-18 11:02:302020-07-18 11:02:30La National Rifle Association è con Donald Trump

Biden è davvero ‘inevitabile’?

Luglio 17, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

È sostanzialmente dall’8 aprile – giorno nel quale Bernie Sanders annunciò la ‘sospensione’ (non si parla mai ufficialmente in questo ambito di ritiro) della sua campagna elettorale – che i media, per larghissima parte come noto avversi ai repubblicani e a Trump specialmente, danno l’elezione di Joe Biden a novembre come ‘inevitabile’.
Usando ogni mezzo e soprattutto i sondaggi (ricordiamo che la committenza degli stessi ne condiziona l’esito e che non pochi degli istituti addetti sono di ‘area’).
È il concetto della ‘inevitabilità’ un’arma notevole.
Il problema ora, da questo punto di vista e per tutta l’opposizione (che non fa altro che il proprio mestiere cercando di defenestrare il Presidente, ci mancherebbe!) è di riuscire a mantenere sott’acqua la testa del tycoon e sotto sberla il Grand Old Party.
È la predetta ‘inevitabilità’ come il grande muro di una diga che non può essere minimamente danneggiato perché è dalla prima incrinatura che nasce la falla che porta alla rovina.
È di questi giorni però una allarmante (per l’Asinello) rilevazione di Scott Rasmussen – nel 2016, affidabile – che dice che in poco tempo Trump avrebbe ridotto di sei punti (sarebbe a meno quattto con un margine d’errore tale da poter essere considerato poco sotto la pari) il distacco.
Se appena appena tale sondaggio venisse confermato anche solo parzialmente (sarà fatto di tutto per non renderlo troppo noto e diffuso), l’accadimento darebbe fiato al Presidente e ai suoi sostenitori.
Guardando attentamente poi ai risultati locali, negli Stati, delle indagini più recenti, si notano piccole inversioni di tendenza.
Tutto ciò può risultare solo un fuoco di paglia o conseguenza di errori di rilevazione, naturalmente.
Soffre e si preoccupa certamente chi è dato per spacciato.
Soffre e si preoccupa forse di più chi è dato prospettivamente come vincitore ‘a valanga’.
D’altronde, è impensabile affrontare simili cimenti – in palio la Casa Bianca – senza pagarne il prezzo!

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-07-17 17:15:572020-07-17 17:15:57Biden è davvero ‘inevitabile’?

‘Election week’?

Luglio 17, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Altro che ‘election day’.
Con ogni probabilità, per non dire con certezza, essendo numerosissimi i voti espressi via posta (infinite le polemiche, visto che Trump – concorde la maggioranza dei repubblicani che vogliono esclusivamente l’apertura e l’uso dei seggi – grida ai per lui probabili imbrogli), non sarà possibile conoscere i risultati elettorali nelle ore immediatamente seguenti la chiusura delle sezioni.
Occorrerà tempo perché i suffragi arrivino, vengano debitamente valutati (buste intatte?, per cominciare) e conteggiati.
Esagerando ma rendendo chiara la situazione, qualcuno ha proposto di non parlare di ‘election day’ ma di ‘election week’.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-07-17 11:34:542020-07-17 11:34:54‘Election week’?

Sondaggi ballerini: Trump scende o sale?

Luglio 17, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

13/14 luglio.
Ecco l’esito di tre diversi sondaggi condotti a livello nazionale:
– Quinnipiac University: Biden più 15 (52 a 37)
– YouGov: Biden più 9 (59 a 40)
– Rasmussen: Biden più 3 (47 a 44)
Per l’ultimo degli istituti citati, il Presidente avrebbe diminuito da 10 ad appunto 3 punti il distacco in una settimana.
Larga parte della rimonta dipenderebbe dagli indipendenti tra i quali avrebbe guadagnato un davvero buono 6 per cento.
A chi credere?
A nessuno?

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-07-17 10:58:312020-07-17 10:58:31Sondaggi ballerini: Trump scende o sale?

Kanye West candidato per il Presidential Ballot in Oklahoma

Luglio 16, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

E alla fine, almeno in uno Stato – per il momento? – Kanye West si è candidato alla Presidenza.
Lo ha fatto mercoledì pomeriggio in Oklahoma.
Non che l’accadimento ne chiarisca le intenzioni.
Certo, è possibile correre anche in uno o due o tre o comunque in un numero limitato di Stati.
Ma questo riduce il tetto dei Grandi Elettori.
Vedremo le ulteriori evoluzioni.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-07-16 18:36:502020-07-16 18:36:50Kanye West candidato per il Presidential Ballot in Oklahoma

Senato 2020/2024: articolazioni

Luglio 16, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Abbiamo già ampiamente trattato dell’importanza del Senato e di quanto possa favorire o al contrario ostacolare l’azione del Presidente essendo suo compito ratificarne (o meno) le nomine: Ministri, Giudici della Corte Suprema e Federali, Ambasciatori…
(Da questo fondamentale punto di osservazione, molto meno significante la Camera, ovviamente importante allo stesso modo quanto alla attività legislativa).
Abbiamo già più volte detto della specifica caratura delle consultazioni senatoriali del prossimo 3 novembre.
In breve, 35 i seggi in gioco 23 dei quali di casa repubblicana la qual cosa indica che il partito sotto attacco, che ha maggiormente da perdere avendo più carne al fuoco è il Grand Old Party la cui maggioranza al consesso (53 adesso i suoi eletti) – visti in in aggiunta i tempi che corrono – è in forte dubbio.
Abbiamo altresì ipotizzato possibili scenari successivi al voto:
– i repubblicani resistono conservando almeno 51 scranni e possono per conseguenza appoggiare un Trump eventualmente confermato o contrapporsi a un Biden entrato in carica
– gli stessi GOP mantengono la metà delle poltrone e a quel punto hanno la maggioranza se alla Casa Bianca permane il tycoon visto che il suo Vice, Pence, per il dettato della Carta costituzionale, vota in caso di parità mentre perdono le seguenti votazioni in aula se Presidente diventa l’ex Senatore giacché il suffragio determinante spetterebbe al Vice, chiunque sia o fosse, di Biden
– i democratici arrivano a pareggiare (50 a testa) la quale cosa può sfociare in un predominio se il loro candidato a White House vince perché (lo ripetiamo? sì) il suo Vice presiederebbe l’assemblea potendo votare in caso di parità, come detta la Costituzione o può portare a un nulla di fatto se il Capo dello Stato è ancora Trump
– i democratici raggiungono la maggioranza dopodiché se governa il loro uomo sono tutte rose e fiori mentre se resiste il repubblicano possono rendergli la vita veramente difficile.
Tutto questo nel biennio 3 gennaio 2021/3 gennaio 2023 (i Senatori, come i Rappresentanti, entrano in carica il 3 del primo mese dell’anno successivo a quello elettorale).
Quello che finora si può dire guardando oltre è che anche le votazioni per la Camera Alta del 2022 (le Mid Term Elections quell’anno sono in programma martedì 2 novembre) vedranno sulla graticola – chissà in quali situazioni politiche e sociali? – il partito repubblicano che ancora vedrà in gioco più suoi esponenti dei rivali.
Il successivo biennio sarà o l’ultimo di un Trump che si avvia all’addio, non potendosi ricandidare, o il secondo (l’ultimo comunque, vista l’età di Biden e quindi per differenti ragioni?) del democratico.
Già sappiamo che invece nel 2024 (il 5 novembre) le cose, quanto ai pericoli conseguenti la convocazione alle urne, saranno difficili per gli Asinelli che torneranno, come nel trascorso 2018 – perché a scadenza andranno proprio i vincitori delle ultime Mid Term – a giocarsi in larga parte i propri eletti.

a) Va a questo punto ripetuto che il mandato senatoriale è di sei anni e che ogni biennio, in coincidenza con le cosiddette Presidenziali e le Mid Term, va in votazione un terzo dei seggi essendo gli attuali cento Laticlavi divisi in tre classi, due di 33 e una di 34 scranni, e che, come quest’anno, può essere che si voti per un numero maggiore di contese solo se vengono indette consultazioni suppletive in caso di decesso o se qualcuno si è dimesso?
Va ripetuto!

b) Va rammentato che la ragione fondamentale per la quale per questa assemblea si vota un terzo dei seggi alla volta consiste nella decisione presa dai Founding Fathers di ostacolare in questo modo cambiamenti politici subitanei, affrettati e poco ragionati, dettati magari da accadimenti sui quali occorre invece argomentare e riflettere come solo il trascorrere del tempo consente?
Va rammentato!

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-07-16 17:27:522020-07-16 17:27:52Senato 2020/2024: articolazioni

Parscale paga il fallimento di Tulsa

Luglio 16, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Un colpo di scena atteso la retrocessione, da poco decisa dal Presidente, di Brad Parscale?
Responsabile dello staff elettorale, considerato l’artefice della vittoria del 2016, Brad pagherebbe – si dice – il recente fallimento della conferenza di Tulsa.
Paga peraltro certamente il fatto di essere nella posizione giusta per fungere da capro espiatorio.
Viene sostituito – è stato annunciato – dal suo vice, Bill Stepien il quale, in altri tempi, ha lavorato per l’allora Governatore Chris Christie.
Qualcosa cambierà nella strategia trumpiana.
Vedremo in quale campo e direzione.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-07-16 11:47:342020-07-16 11:47:34Parscale paga il fallimento di Tulsa

1 novembre 1950: attentato alla vita di Harry Truman

Luglio 16, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Difficili, a dire veramente poco, i rapporti tra gli Stati Uniti e Portorico.
Complicati dal 1898, anno nel quale, a seguito del Trattato di Parigi concluso al termine della Guerra Ispano Americana, era la, da quel momento, ex colonia spagnola entrata a far parte dei territori che gli USA avevano in, diciamo così, gestione.
In non pochi momenti, decisamente al di là della protesta gli atti messi in campo dagli isolani le cui iniziali aspettative politiche ed economiche non trovavano mai riscontro.
Spesso alla ricerca di una indipendenza negata altresì i nazionalisti locali.
È il 30 ottobre del 1950 che un gruppo tra questi mette in atto una serie di azioni di guerriglia – urbana principalmente – arrivando con un commando addirittura ad attaccare la residenza del Governatore.
Sedata con le armi la rivolta, pacificata (?!) l’isola, nessuno si aspettava quello che occorse a Washington due giorni dopo, l’1 novembre.
Essendo la Casa Bianca in fase di ristrutturazione, il Presidente Harry Truman risiedeva a quel mentre nella vicina Blair House, in vario modo utilizzata ufficialmente nel tempo.
Ebbene, fu con l’intenzione di arrivare fino a lui ed ucciderlo che nel pomeriggio due attentatori appunto portoricani arrivarono all’ingresso del palazzo.
Nel conflitto a fuoco che seguì, fu colpito a morte un agente di sorveglianza che prima di morire riuscì ad uccidere uno degli assalitori.
Pare che per un caso, un attimo almeno, Truman sia stato inquadrato dall’arma del secondo killer essendosi al rumore affacciato alla finestra.
Quattro, come tutti sanno, gli inquilini della Executive Mansion in carica (1) uccisi a colpi d’arma da fuoco.
Truman e successivamente Reagan – entrambi sopravvissuti – gli altri due oggetto di attentati.
Quello al repubblicano noto.
Quello ora ricordato al democratico successore di Franklin Delano Roosevelt quasi dimenticato.

(1) Per la necessaria completezza, ricordo che i due Roosevelt furono presi di mira a loro volta.
Teddy fu ferito – durante la campagna elettorale del 1912 quando non era più Presidente – mentre teneva un comizio.
Franklin la scampò per miracolo a Miami.
Eletto ma non insediato, fu sotto la mira per sua fortuna incerta di Giuseppe Zangara, un anarchico italiano che, sparando nella sua direzione, ferì a morte il Sindaco di Chicago Anton Cermak che si trovava, ahi lui, vicino al Presidente.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-07-16 11:46:082020-07-16 11:46:081 novembre 1950: attentato alla vita di Harry Truman

Mancherebbero a Biden solo due Grandi Elettori

Luglio 16, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Un sondaggio relativo al numero degli Stati e quindi dei Grandi Elettori attribuibili ai due candidati realizzato da ‘UVA Center for politics’ datato 14 luglio pone per la prima volta vicinissimo alla maggioranza assoluta degli stessi e alla conseguente nomina Joe Biden.
Sarebbe difatti arrivato a 268 delegati nazionali quando la fatidica soglia è fissata a 270!
204 di contro i Grandi Elettori collegati a Donald Trump.
66 quelli non attribuibili facenti capo a situazioni locali nelle quali non è possibile oggi indicare un vincitore.
Per la storia – torna alla mente un precedente – nel 1876, essendo 369 i delegati nazionali da eleggere e pertanto centoottantacinque il ‘magic number’, il democratico Samuel Tilden ne controllava 184.
Il repubblicano Rutherford Hayes ne aveva 165.
20 quelli in dubbio, provenienti da 4 Stati i cui esiti erano fortemente contestati.
Per prevalere avrebbe dovuto ottenere l’attribuzione di tutti i 20 mancanti.
Cosa che infine – dopo contestazioni, ricorsi e compromessi – accadde.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-07-16 11:38:022020-07-16 11:38:02Mancherebbero a Biden solo due Grandi Elettori

I candidati ‘minori’ si muovono

Luglio 16, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Considerato che lo stratega elettorale Steve Kramer ha detto in una intervista che Kanye West è “non lontano” dallo scendere effettivamente in campo, diamo un’occhiata ai due candidati ‘minori’, il Verde Howie Hawkins e la Libertariana Jo Jorgensen.
Si muovono e si danno da fare.
Il primo ha trattato con ‘The Times of India’ del sistema bipartitico, dell’epidemia e di altri temi di politica interna.
La seconda a ‘Gun Talk Radio’ di regolamentazione dell’uso delle armi, ‘Red flag laws’ (le disposizioni che consentono in determinate circostanze di requisire pistole e fucili a persone ritenute pericolose per sé e per gli altri) e caccia.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-07-16 10:12:322020-07-16 10:12:32I candidati ‘minori’ si muovono
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