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Debbie Wasserman accusata di avere favorito Hillary si dimette

Luglio 25, 2016/in Elezioni 2016/da CMDadmin

Non comincia nel migliore dei modi la convention democratica di Filadelfia.

La presidentessa del National Democratic Committee Debbie Wasserman Schultz, travolta dalle accuse di avere favorito come partito Hillary Clinton a scapito di Bernie Sanders, è costretta a lasciare.

Lo scandalo – che sarebbe documentato a sufficienza dalle mail a suo tempo rubate da abili hackers (si sospetta russi) e dipoi pubblicate da Wikileaks – sta assumendo dimensioni inaspettate.

A livello partitico, porta alla caduta della Wasserman, amica e già collaboratrice di Hillary.

Ha pertanto forti echi nazionali ai quali lo staff della candidata e lo stesso partito dell’asinello cercano di opporsi minimizzando.

Ha echi internazionali visto che un collaboratore dell’ex first lady ha praticamente accusato Vladimir Putin di avere orchestrato ed attuato il tutto per favorire Donald Trump.

Che campagna interessante!

https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png 0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2016-07-25 00:00:002016-07-25 00:00:00Debbie Wasserman accusata di avere favorito Hillary si dimette

Trump (ma non solo) a proposito di Tim Kaine

Luglio 25, 2016/in Elezioni 2016/da CMDadmin

L’abbiamo detto e scritto subito.

La scelta da parte di Hillary Clinton del senatore Tim Kaine (fra l’altro, non molto ben messo e vulnerabile per i rapporti con i suoi finanziatori) come running mate è uno schiaffo in faccia a tutti coloro che nel corso di caucus e primarie hanno sostenuto e votato Bernie Sanders.

Lungi dall’aprire alle istanze sociali e riformatrici dei liberal, con questa decisione a favore di una persona che è una sua fotocopia in fatto di collocazione ideologica e politica Clinton apre altresì un altro fianco agli attacchi di Donald Trump che subito ha girato il coltello nella piaga invitando i sandersiani a votare per lui.

(E va ricordato che secondo non pochi osservatori e nei fatti alcune istanze sociali portate avanti dal magnate GOP sono, se così si può dire, ‘di sinistra’).

Come sempre glaciale, la candidata dell’asinello replica minimizzando, anche a proposito delle obbligate dimissioni della Wasserman.

Sarà contestata dai liberal nel corso della convention?

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L’interesse è al settantasette per cento

Luglio 25, 2016/in Elezioni 2016/da CMDadmin

Che campagna elettorale interessante!

Ogni giorno, ogni minuto qualcosa di nuovo, di inaspettato.

E’ davvero così o questa è una falsa sensazione?

Ebbene, se nel 2012 solo il trentanove per cento degli stessi americani era profondamente interessato al confronto Barack Obama /Mitt Romney, i sondaggi dicono che in questo 2016 i coinvolti dal match Hillary Clinton/Donald Trump sono il settantasette per cento.

Se si pensa che normalmente negli USA si reca alle urne poco più del cinquanta per cento degli aventi diritto ci si rende conto di come stiano le cose.

Del resto, nel corso di primarie e caucus, molti più cittadini del normale si sono espressi.

Visto che il maggior richiamo è stato quello del tycoon nuovaiorchese, un aumento del numero dei votanti l’8 novembre potrebbe rivelarsi fatale per l’ex segretario di Stato. 

https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png 0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2016-07-25 00:00:002016-07-25 00:00:00L’interesse è al settantasette per cento

Sanders, sommessamente, protesta mentre Bloomberg è con Hillary

Luglio 25, 2016/in Elezioni 2016/da CMDadmin

“Avrei preferito Elisabeth Warren”.

Così – lo si scopre qualche giorno dopo – si è espresso Bernie Sanders nell’apprendere che la scelta del vice di Hillary Clinton era caduta su Tim Kaine.

Non che ritenga il collega (siedono entrambi in senato) della Virginia inadatto.

Lo vede distante dallo sue posizioni che invece Warren avrebbe assai meglio rappresentato.

L’uomo del Vermont protesta educatamente.

Vedremo come e quanto protesteranno i suoi sostenitori.

Nel frattempo, in un periodo nero – la convention dell’asino si apre con uno scandalo (quello relativo alle rivelazioni sul boicottaggio messo in atto dal partito nei confronti di Sanders) e con le conseguenti dimissioni della presidente del National Democratic Commitee – una boccata di ossigeno per Clinton: Michael Bloomberg interverrà nel corso della kermesse per appoggiarla.

L’ex sindaco della Grande Mela – per qualche tempo aveva accarezzato l’idea di candidarsi come indipendente – non può soffrire Trump e cercherà di impedirgli di arrivare a White House.

https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png 0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2016-07-25 00:00:002016-07-25 00:00:00Sanders, sommessamente, protesta mentre Bloomberg è con Hillary

Primo sondaggio a favore di Trump

Luglio 25, 2016/in Elezioni 2016/da CMDadmin

Si sa, si sa da sempre che, subito dopo la conclusione di una convention, i sondaggi segnano un’impennata del gradimento del candidato che ha ottenuto la nomination.

Appare pertanto eccessiva l’enfasi con la quale i media segnalano il vantaggio nella rilevazione della CNN di Donald Trump.

E’ pur vero che per la prima volta il tycoon è avanti abbastanza nettamente.

Peraltro, tre punti (quarantotto a quarantacinque) rientrano nel margine d’errore.

E inoltre questo sondaggio non considera affatto Gary Johnson e Jill Stein che, se tenuti in conto, mutano i risultati e non di pochissimo.

Quello che l’ex first lady deve paventare è un eventuale distacco dal rivale al termine della kermesse di Filadelfia.

Allora, in prospettiva, dovrebbe temere.

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“Se volete sentire bugie andate alla convention democratica”

Luglio 24, 2016/in Elezioni 2016/da CMDadmin

Domani, lunedì 25 luglio, a Filadelfia, prende il via la convention democratica.

Il partito dell’asinello si riunisce nella città nella quale duecentoquaranta anni fa tutto ebbe inizio.

La consegna è di incoronare ufficialmente non la prima donna candidata alla Casa Bianca (molte l’hanno preceduta fin dall’Ottocento, quando il cosiddetto sesso debole non aveva diritto al voto!) ma la prima donna proposta per la bisogna da uno dei due partiti egemoni.

In buona sostanza, una Signora che ha concrete possibilità di farcela.

La nomination è scontata, un pro forma.

E’ altrettanto sicuro che nel corso della kermesse non insorgano contestazioni ad opera della sinistra tradita – come altrimenti dire? – da Bernie Sanders?

Quella sinistra che non è rappresentata neanche lontanamente dal candidato vice presidente Tim Kaine?

Quella sinistra che, pare, non troverà accolte nel programma del partito neppure in minima parte le idee e le istanze in ragione della quali aveva votato per il senatore del Vermont?

E infine, ultima domanda, apparirà sincera e vera Hillary smentendo l’efficacissima frase pronunciata da Donald Trump nel chiudere il congresso GOP:

“Qui abbiamo detto la verità.

Se volete sentire delle bugie andate alla convention democratica!”

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L’ultima volta fu nel 1968. Oggi Gary Johnson può emulare in parte George Wallace!

Luglio 24, 2016/in Elezioni 2016/da CMDadmin

Ok, il dato è un po’ vecchio.

Risale alla settimana precedente la scelta da parte di Donald Trump del running mate Mike Pence.

Fatto è, comunque, che allora, secondo un sondaggio pubblicato dal Salt Lake City Tribune, le intenzioni di voto nello Utah vedevano il repubblicano al ventinove per cento, la sua avversaria democratica al ventisette e il libertariano Gary Johnson addirittura al ventisei e pertanto in piena corsa per vincere nello Stato mormone.

(E conta senza dubbio in proposito la posizione a dir poco critica di Mitt Romney – mormone, ricorderete – nei confronti di Trump).

Ora, l’ultima volta nella quale un terzo candidato a vinto in uno Stato (per il vero, nell’occasione, in cinque) fu nel 1968 e il politico in questione era George Wallace.

Vedremo.

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La professionista e l’improvvisatore (apparente)

Luglio 24, 2016/in Elezioni 2016/da CMDadmin

Il confronto Hillary/Donald non si giocherà sui programmi.

Non si giocherà sulle appartenenze.

Non si giocherà sulle ideologie.

Si giocherà sulle emozioni!

E, fra i due, non è di certo la fredda ex first lady che trascina di più.

Così, nel mentre la logica porta a concludere per l’esponente democratica, le sensazioni dicono Trump.

Certo, oggi mancano tre mesi e mezzo al fatale 8 novembre e, davvero (nel caso, non è una frase fatta), tutto può cambiare.

(Per inciso: Donald Trump è sul serio quel facilone terra terra che appare?

E’ un individuo inaffidabile?

Un pericolo per la democrazia.

O per caso, invece, ci troviamo di fronte ad un vero marpione del tutto adatto alla bisogna in un mondo dominato dalle battute buone per la tv?

Importantissimi saranno i confronti televisivi diretti.

La Hillary rigida e algida che conosciamo rischia di essere spazzata via dal ciclone Trump.

Sarebbe bello partecipare alle infinite prove alle quali la signora certamente si sottoporrà).

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Tim Kaine, running mate of Hillary, “l’uomo che non ha mai perso una elezione”

Luglio 23, 2016/in Elezioni 2016/da CMDadmin

Un virginiano (e i primi presidenti USA, ove si escluda John Adams, erano tutti virginiani).

Un virginiano con fiocchi e controfiocchi (non fosse per il fatto di essere nato in Minnesota) che è stato successivamente sindaco di Richmond, vice governatore, governatore ed essere adesso uno dei due senatori dello Stato che prese il nome dalla regina Elisabetta I, ‘vergine’ per definizione.

Tim Kaine – indicato ieri da Hillary Clinton quale suo running mate – quindi e pertanto, dovrebbe garantire alla candidata democratica quantomeno i grandi elettori appunto virginiani.

(Dovrebbe, ma non è certo, e basti qui ricordare che nel 2012 il proposto vice di Romney Paul Ryan non portò affatto a casa repubblicana il suo Ohio!)

Ciò detto, una scelta tutta da capire.

Kaine non è un rappresentante della ‘rust belt’, quella serie di Stati (magari, vicini) nei quali la sfida di Trump è forte.

Kaine è un ‘moderato’ (si dice così?), per esempio distante dalle posizioni di Bernie Sanders che tanto seguito ha avuto nel corso di caucus e primarie.

Alla fine – avremo naturalmente modo e maniera per comprendere meglio la scelta – parrebbe proprio che il senatore sia stato preferito ad altri per la ragione che Hillary ha espresso presentandolo:

“Kaine non ha mai perso una elezione!”

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Il programma di Donald Trump, la sua rivoluzione

Luglio 22, 2016/in Elezioni 2016/da CMDadmin

La tanto attesa convention repubblicana in programma a Cleveland si è chiusa con il discorso di accettazione della nomination dell’adesso candidato ufficiale GOP Donald Trump.

La kermesse non ha affatto deluso.

Tra gaffe, discorsi più o meno buoni, mancati endorsement, supposti scandali ad arte gonfiati dai media, pecche ed errori vari (non pochi e qui denunciati), ha benissimo rappresentato il volto e le idee di un’America che agli snob della sinistra in specie europei e italiani non piace.

Insomma – dicono arricciando boccuccia e nasino questi signori – “ma che volgaroni questi repubblicani!”

E si meravigliano del fatto che il partito che – scrivono – fu di Lincoln, di Teddy Roosevelt e di Ronald Reagan esprima oggi un candidato come Donald Trump.

Dimenticano – i suddetti hanno tra l’altro poca memoria – di avere parlato pessimamente di Teddy per decenni e decenni e, soprattutto, di avere detto e scritto di Reagan tutto il male possibile.

Che coerenza!

Nel discorso di accettazione, ottimamente articolato per la bisogna, funzionale (occorre chiamare a raccolta, galvanizzare, indicare senza troppe complicazioni e ragionamenti mete realizzabili e/o utopiche, non certamente argomentare sottilmente), The Donald ha ripreso ed elencato i suoi oramai classici temi.

I prossimi mesi diranno se la cavalcata intrapresa, direi per scommessa, si concluderà a White House o se dovrà ripiegare.

Resta, l’impresa fin qui compiuta, qualcosa di inedito.

Ha preso possesso di un partito non suo che cerca di rivoluzionare, che in effetti ha già rivoluzionato.

Dovesse trionfare – è la domanda da farsi – il GOP potrebbe mai tornare ad essere quello di prima?

https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png 0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2016-07-22 00:00:002016-07-22 00:00:00Il programma di Donald Trump, la sua rivoluzione
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